ETA: le nuove regole d’ingresso per il Regno Unito

Da un po’ di tempo se ne parlava, ma ormai è ufficiale: dal 2025 cambieranno le regole di ingresso nel Regno Unito anche per i cittadini dell’Unione Europea. Già da qualche anno era infatti necessario per noi europei il passaporto al posto della vecchia carta di identità e, a partire dal prossimo mese di aprile, […]

Da un po’ di tempo se ne parlava, ma ormai è ufficiale: dal 2025 cambieranno le regole di ingresso nel Regno Unito anche per i cittadini dell’Unione Europea. Già da qualche anno era infatti necessario per noi europei il passaporto al posto della vecchia carta di identità e, a partire dal prossimo mese di aprile, dovremo richiedere un’autorizzazione elettronica al viaggio, in maniera simile a quello che succede per gli Stati Uniti con l’ESTA.

L’ETA, o Electronic Travel Authorisation, non è molto diversa dalla “cugina” americana. Visto che l’introduzione delle nuove regole è dietro l’angolo, è meglio essere pronti e sapere tutto quello che serve per farne richiesta.

Che cos’è l’ETA?

Si tratta di un’autorizzazione al viaggio, esattamente come quella che serve per entrare in territorio statunitense e, in maniera simile, è un requisito necessario per i cittadini dei paesi con cui il Regno Unito ha accordi di esenzione del visto. La sua introduzione è una conseguenza della Brexit, in seguito alla quale sono state introdotte misure per regolare e controllare gli accessi nel paese da parte dei cittadini stranieri. Per molte nazioni è già necessario da alcuni mesi, mentre per noi europei sarà obbligatorio a partire dal 2 aprile 2025.

Chi deve richiedere l’ETA?

I cittadini dell’Unione Europea che hanno intenzione di visitare il Regno Unito dovranno fare richiesta dell’ETA, a meno di essere in possesso di un passaporto emesso dal Regno Unito o dall’Irlanda, di avere un visto permanente o un permesso per vivere, lavorare e studiare nel paese. Chiunque abbia intenzione di entrare nel Regno Unito per vacanza, transito aeroportuale o viaggio di lavoro dovrà dunque richiedere l’ETA.
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Photo by Ethan Wilkinson on Unsplash

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A partire dalla data di approvazione, l’autorizzazione durerà due anni, oppure fino alla data di scadenza del passaporto se il documento ha una validità residua inferiore a ventiquattro mesi. Permetterà di effettuare ingressi multipli, quindi con la stessa ETA sarà possibile, nel periodo di validità, recarsi nel Regno Unito più volte.

Cosa si può (e non si può) fare con l’ETA?

Una volta ottenuta l’autorizzazione ETA, sarà possibile rimanere nel Regno Unito per un periodo massimo di sei mesi per turismo, per viaggi di lavoro e per transitare sul suolo britannico. Non sarà quindi possibile soggiornare oltre il limite massimo consentito, svolgere attività professionali né retribuite né a titolo gratuito, richiedere fondi pubblici, sposarsi, e richiedere la residenza nel paese. Se abbiamo in mente una semplice vacanza (o più vacanze nel corso di due anni), non ci sono problemi.

Dove e quando richiedere l’ETA?

Al momento non è ancora possibile per i cittadini italiani (o per quelli dell’Unione Europea in generale) richiedere l’ETA. Le domande potranno essere effettuate da marzo per i viaggi con data a partire dal 2 aprile. Sono necessari tre giorni per l’approvazione, per cui è bene compilare la richiesta non appena prenotati i biglietti per la nostra meta prescelta nel Regno Unito.

London Green Park

La domanda si può fare tramite l’app ufficiale del sito del Governo del Regno Unito, disponibile sia su Apple Store che su Google Play. L’app non supporta richieste di gruppo, per cui ogni persona deve scaricarla sul cellulare. Se questo non fosse possibile, si dovrà compilare la richiesta online. Poiché l’ETA è collegata al passaporto del richiedente, sarà necessario fare una nuova richiesta nel caso in cui dovessimo cambiare il documento. Una volta arrivati nel Regno Unito, dovremo comunque superare i controlli doganali.

Cosa serve per richiedere l’ETA e quanto costa?

Secondo le istruzioni fornite dal sito GOV.UK, il processo è molto semplice e richiede, oltre al passaporto, un indirizzo email e un cellulare sul quale utilizzare l’app. Dovremo caricare l’immagine del documento e scattare una fotografia del nostro viso per il riconoscimento facciale, ma non vengono richiesti i dettagli del viaggio, come per esempio le date dei voli o l’indirizzo di soggiorno.

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Il costo è di dieci sterline (poco più di undici euro), e il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito, PayPal, Apple Pay e Google Pay. La cifra non è rimborsabile nel caso di annullamento del viaggio.

Sarà davvero una misura utile per incrementare la sicurezza dei confini delle isole britanniche? Oppure diventerà uno strumento macchinoso che farà diminuire il flusso turistico verso il Regno Unito?