Il 2023 è finito esattamente come era iniziato: con un viaggio cancellato. La prima partenza di gennaio, quella per Londra, era stata annullata all’ultimo minuto, e la stessa cosa è successa con quella che, sabato scorso, sarebbe stata l’ultima di dicembre. Il programma prevedeva di trascorrere due notti a Barcellona ma purtroppo, per via di circostanze che non dipendono da me, sono rimasta a casa in mezzo alla nebbia della campagna tra Langa e Roero.
Per citare Vinny Gambini, “You’re in Ala-fuckin’-Bama”, quando in realtà dovresti e vorresti essere a centinaia di chilometri di distanza.
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Probabilmente mettere nero su bianco quello che avevo in programma mi aiuterà a far passare la rabbia. O forse no.
Il mio viaggio cancellato a Barcellona: cosa avrei fatto
A Barcellona ci sono stata diverse volte, anche in inverno, ma mai durante la settimana prima di Natale. Così questa volta avrei voluto dedicare del tempo alla Fira de Nadal Sagrada Familia, passeggiando tra i banchi che vendono decorazioni natalizie. Ma non solo: grazie al profilo Instagram di Visit Barcelona, avevo scoperto della presenza della Xurreria, uno stand dedicato interamente ai churros da intingere nel cioccolato fuso. Sarebbe stata la prima tappa.
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Per quanto riguarda i musei, se l’anno scorso era stata la volta del Moco, in occasione di questo viaggio avevo in mente di visitare il Museu Picasso, con la sua collezione di opere rappresentative del periodo di formazione dell’artista. Mi avrebbe emozionata come il Moco? Immagino che non lo saprò fino alla prossima volta.
Il mio viaggio cancellato a Barcellona: dove avrei dormito
Negli ultimi anni avevo provato due dei cinque hotel che fanno capo a un’unica proprietà, la Praktik: il Praktik Bakeri che, come suggerisce il nome, si trova in una panetteria (anzi, ai piani superiori, per essere precisi), e il Praktik Garden, che ha la particolarità di essere affacciato su un bellissimo giardino interno.

In entrambi i casi mi ero trovata benissimo, sia per la qualità delle strutture che per i prezzi competitivi rispetto alle tariffe che di solito a Barcellona sono mediamente più alte. Per questo viaggio avevo prenotato una doppia al Praktik Vinoteka, dato che mi mancava (e a questo punto mi manca ancora) all’appello il soggiorno in una vineria. C’è un’unica nota positiva: avevo optato, come al solito, per una tariffa flessibile con cancellazione gratuita.
Il mio viaggio cancellato a Barcellona: dove avrei mangiato
L’idea era quella di trascorrere non poco tempo tra tapas e aperitivi, magari nella zona di Barceloneta, oppure nel Barri Gotic dove l’anno scorso, grazie a un amico che vive a Barcellona, avevamo scoperto Euskal Etxea Taberna e i suoi pintxos.
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Ma ci sarebbe stato spazio anche per posti nuovi, come per esempio Fonda Pepa, dove si servono piatti della cucina classica, accompagnati da vini spagnoli. Vorrà dire che sarà per un’altra volta.
Un altro viaggio cancellato non è la fine del mondo, ma è la fine di un anno senza il solito viaggio prenatalizio.