Cosa ho comprato a Barcellona

Sono partita per Barcellona lo scorso novembre con l’idea di non comprare nulla, ma in realtà sapevo che non avrei rispettato i miei buoni propositi. Infatti, ho portato con me solo lo stretto indispensabile, in modo da lasciare un po’ di spazio nello zaino per eventuali acquisti. Appena arrivata, ho iniziato a pensare a una […]

Sono partita per Barcellona lo scorso novembre con l’idea di non comprare nulla, ma in realtà sapevo che non avrei rispettato i miei buoni propositi. Infatti, ho portato con me solo lo stretto indispensabile, in modo da lasciare un po’ di spazio nello zaino per eventuali acquisti. Appena arrivata, ho iniziato a pensare a una borsa di un brand spagnolo che mi piace molto, e a un laccio da polso per il cellulare realizzato da un negozio fondato proprio in questa città.

Alla fine poi non ho comprato né una né l’altra cosa, cambiando completamente genere. Ma sono comunque molto soddisfatta dei miei acquisti che, per citare il poster visto su un muro del Barri Gótic, non saranno local art, ma almeno non sono shitty souvenirs.

Cosa ho comprato a Barcellona shitty souvenirs

Cosa ho comprato a Barcellona: il cappello della Sombrerería Obach

Avevo già notato la vetrina della Sombrerería Obach due anni fa, quando ero stata a Barcellona l’ultima volta. Ma era domenica e, come avviene con tante attività in questa città, il negozio era chiuso. Questa volta ci sono capitata davanti per caso di sabato pomeriggio, quindi perché non dare un’occhiata veloce?

La Sombrerería Obach è forse uno dei negozi più antichi della città di Barcellona e, ancora oggi, conserva il fascino che doveva avere nel 1924, quando l’attività fu inaugurata. La vetrina e l’insegna dipinte a mano sono quelle originali di cento anni fa, e si fanno notare in mezzo a quelle dei tanti altri negozi che si susseguono nel labirinto del Barri Gótic.

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La famiglia Obach gestisce l’attività da quattro generazioni e, come dal primo giorno, è specializzata nella vendita di berretti e cappelli di marchi prevalentemente spagnoli. Gli articoli sono esposti in vetrina e all’interno del negozio, molto piccolo ma sempre molto affollato. Non ho saputo resistere alla tentazione di un basco di lana blu mezzanotte, che si abbina perfettamente al colore del mio cappotto.

Cosa ho comprato a Barcellona: la shopper del Moco Museum 

Ho visitato per la prima volta il Moco Museum due anni fa, e non mi stancherò mai di consigliare a chiunque arrivi a Barcellona di includerlo nella lista delle cose da vedere. Ma in quell’occasione non avevo fatto una cosa fondamentale di cui mi sono poi pentita per i mesi successivi: non avevo comprato la shopper nel negozio del museo.

Moco Museum Shop Barcellona

Uso tantissimo queste comode borse di tessuto sia per andare al lavoro che in viaggio, e infatti ne metto sempre una nello zaino che poi utilizzo se ho in programma di stare fuori tutto il giorno. Visto che l’ingresso al negozio del Moco è libero, ne ho approfittato per entrare e per comprare una delle tante shopper. Anche in questo caso, è stata utilissima la domenica per metterci dentro la felpa e la giacca con le quali ero uscita la mattina ma che poi ho tolto dopo un paio di ore perché faceva troppo caldo.

Cosa ho comprato a Barcellona: le Birkenstock Boston

Immagino quello che state pensando: è da stupidi andare a Barcellona per comprare qualcosa che avrei potuto tranquillamente ordinare online a casa. Ma ho commesso un errore da principiante in questo viaggio: non ho indossato le calze a compressione in aereo perché temevo di avere troppo caldo e, al loro posto, ho messo un paio di normali calzini di cotone nuovi di pacca. Probabilmente avevano un difetto lungo la cucitura e la vescica causata dallo sfregamento mi avrebbe impedito di camminare a lungo il giorno successivo, anche con altre calze.

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Così l’unica soluzione è stata quella di comprare un paio di Birkenstock Boston. Non mi sono mai piaciute in maniera particolare perché ho sempre pensato che assomigliassero in tutto e per tutto a delle comunissime ciabatte. E mi sono sempre detta che se mai le avessi comprate, le avrei messe solo per stare in casa. Invece sono stata costretta a cambiare idea. E c’è di più: al mattino, appena uscita dall’albergo, le ho indossate con le calze di spugna, che fa molto Seattle e fino a quel momento anche molto schifo. Ho cambiato idea sulle Boston? Non del tutto, ma sto iniziando piano piano a convincermi che non siano così male.

Cosa ho comprato a Barcellona: le decorazioni natalizie di Käthe Wohlfahrt

Se si pensa a Barcellona, la prima cosa da comprare che viene in mente non è certo una serie di decorazioni natalizie. Ma quando si passa davanti alla vetrina di Käthe Wohlfahrt non si può rimanere indifferenti agli alberi di Natale, alle decorazioni di legno, cristallo e ceramica, e ai Nutcracker alti un metro e mezzo. Il sabato pomeriggio non abbiamo nemmeno provato a entrare nel negozio perché la coda della gente in attesa faceva quasi il giro dell’isolato. Ma siamo mattinieri e la domenica non c’era quasi nessuno.

Kahte Wohlfahrt Barcellona decorazioni natalizie

Sicuramente non è un negozio tipico spagnolo, ma le decorazioni al suo interno sono veramente molto belle. Si respira atmosfera festiva, e la tentazione di riempire il cestino e comprare tutto è fortissima. I prezzi però non sono propriamente economici, così ci siamo limitati a qualche decorazione per l’albero e a una statuetta di legno dello schiaccianoci che ci farà tornare in mente questo viaggio a Barcellona.

La lista delle cose che ho comprato si è esaurita abbastanza velocemente, ma c’è ancora un articolo che non ho acquistato: le espadrilles artigianali del negozio La Manual Alpargatera. Non per mancanza di volontà, ma perché la domenica pomeriggio il laboratorio era chiuso. Sarà per la prossima volta.